In Piattaforma si entra per mezzo di un particolare utility NFT, detto di login o NFT di accesso, che ForLedger invia a ciascun nuovo Utente.
In sintesi, l’Utente utilizza il wallet associato all’NFT d’accesso per sbloccare il proprio profilo: la Piattaforma riconosce il login NFT, che è unico e inconfondibile, non replicabile e capace di identificare il proprietario in modo univoco.
L’NFT di accesso è un token che svolge funzione di password, essendone l’evoluzione assai più attuale e sicura.
Per chi volesse approfondire l’argomento, segue un confronto fra i due sistemi: la password e l’NF di acceso.
Per quanto complessa e difficile da ricordare, la password è una stringa di testo, replicabile da qualsiasi tastiera.
Prendiamo a esempio le credenziali di un profilo social, piuttosto che di un account su piattaforma universitaria: se indebitamente acquisiti, user name e password possono essere utilizzati da chiunque, ovunque egli si trovi. Sono sufficienti un cellulare e una connessione.
Gli NFT chiamano in causa il concetto di possesso, quasi in senso fisico: si possiede un NFT come una chiave di metallo, che materialmente si stringe in mano. L’NFT è invece posseduto tramite wallet, che è digitale, ma poco cambia rispetto alla nostra chiave.
Al contrario di un bene fisico o di un NFT su Blockchain, la password non si possiede: la si conosce, “la si sa”, è una mera informazione; l’NFT è invece detenuto attraverso il wallet al quale ne è stato trasferito il possesso, da un altro wallet che da quel momento non ne dispone più.
Nel Web 3.0, quello delle Blockchain, il futuro della tecnologia informatica, è centrale l’idea di possesso. Possedere, è questa la parola d’ordine.
Il Web 1.0 era caratterizzato dalla mera fruizione di contenuti, caricati in Rete da pochi eletti; l’Era 2.0 inizia quando nel Web si fa strada l’interazione: la novità sta nel fatto che l’utente può dire la sua, replicare, persino condividere informazioni digitalizzate (audio, video ecc).
Il Web 2.0 è giunto al capolinea. Molti non se ne sono accorti, eppure siamo già di fronte a un passaggio epocale.
L’informatica ha la capacità di cambiare il mondo in meno di un decennio, producendo effetti che in passato richiedevano secoli. Si pensi alla rivoluzione social, o degli store online, a come gli smartphone abbiano reinventato la vita delle persone.
All’improvviso, senza accorgersene, anche “i meno tecnologici” si sono trovati uno smartphone fra le mani. Un po’ di insicurezza iniziale, poi pronti via: mai più senza smartphone. Impensabile.
Ora è il momento del Web 3.0, del possesso dei beni digitali, della Blockchain.
Abbinando un wallet digitale personale a un hardware wallet, si riduce pressoché a zero la possibilità che malintenzionati prendano il controllo di un profilo Utente.
Custodire token mediante un hardware wallet è esattamente come detenere, fisicamente, la chiave di una cassaforte. Con la differenza che il primo è ulteriormente protetto da un codice PIN. E spesso dopo n tentativi errati, 3 nel caso di Ledger Nano S, l’eventuale ladro non potrà più sbloccare il dispositivo.
Ma quanto appena evidenziato non vale per il legittimo proprietario, che può ripristinare il wallet fisico smarrito su un nuovo dispositivo, tramite il c.d. seed.
Il seed, o seed phrase, è un codice che, con la speranza di non doversene mai servire, dovrebbe a sua volta essere detenuto in una cassaforte. Alcuni lo considerano talmente importante, e prezioso (talvolta lo è anche in senso economico), da inciderlo su una lastra di metallo: non di rado, gli e-store propongono appositi kit.
Nota: Il login NFT non va confuso con gli NFT-certificato, che rappresentano i documenti tokenizzati, ossia i contratti fideiussori rilasciati dagli Enti Partner.
Vedi anche: Hardware wallet; Metamask e ForLedger; MyEtherWallet e ForLedger.