Cyber security & Blockchain



In linea puramente teorica, per compromettere la sicurezza di una Blockchain, bisogna controllarne almeno il 51% dei nodi validatori, eventualità ritenuta a ragione non realizzabile.
Senza contare che nella pratica dei fatti, sarebbe necessario infettare un numero assai più cospicuo di nodi: un conflitto fra il 51 e il 49% di questi ultimi, infatti, sarebbe di entità tale da mettere in allerta l’intero sistema.

Per hackerare ForLedger, un pirata informatico dovrebbe compiere un’operazione certamente al di sopra delle proprie forze, per quanto cospicue esse siano.
Si tratterebbe di penetrare le difese di un’intera rete di computer, che operano sinergicamente in quanto singoli nodi della Blockchain, ma restano unità distinte e fra loro indipendenti.

Nell’economia della nostra Blockchain, in particolare, il nodo non costituisce una semplice cellula in senso virtuale; essi sono anche e soprattutto entità fisiche, hardware dislocati in diversi Data center.
Ogni nodo di ForLedger è dotato delle più sofisticate protezioni antivirus, antispyware, antiransomware, oltre a trovarsi sotto il controllo di tutti gli altri nodi. Nel caso in cui uno di essi iniziasse ad agire in modo malevolo, il suo comportamento sarebbe subito rilevato dal resto delle unità, che lo estrometterebbero e lo isolerebbero dal resto della Blockchain.

Ciascuno dei nostri Data center è connesso a distinti Internet Provider, intercambiabili in caso di malfunzionamenti di Rete. Sono ovviamente presenti gruppi di continuità, oltre a tutte le misure necessarie a massimizzare l’affidabilità e la stabilità della Blockchain, della Piattaforma e di tutti i Software ForLedger.
L’intero Sistema, hardware compresi, è continuamente monitorato dall’occhio umano: per prevenire qualsiasi problema tecnico, al bisogno, il Personale del Gruppo UniLedger è sempre pronto a intervenire.






Oltre alla protezione intrinsecamente presente nella Blockchain, per ragioni strutturali, nel caso di ForLedger vengono effettuati backup a intervalli regolari.
Se per assurdo (perché di assurdo si tratterebbe) qualcuno prendesse il controllo dell’intera Blockchain, il suo ripristino avverrebbe in tempi rapidissimi, a partire dal backup dell’ultimo blocco sano.

Tanto più si espande l’Ecosistema ForLedger, incrementando il numero di Utenti, Clienti e Partner, quanto più sicura e resiliente diventa la relativa Blockchain.
Il Registro nativo di ForLedger è infatti distribuito su un numero di nodi validatori in continua crescita, che aumentano di decine in decine, per ogni Ente formatore che si aggiunge al Sistema.

La Blockchain ForLedger è privata e permissioned, ovvero chiusa all’esterno e tenuta in vita esclusivamente da nodi proprietari: nessun computer di Terze parti è autorizzato a entrare nella Struttura, come invece avviene nel caso delle Blockchain pubbliche e permissionless, al cui funzionamento può concorrere chiunque disponga di adeguate competenze e potenza di calcolo.
L’unica eccezione consentita sono i nodi direttamente gestiti dagli Enti di formazione partner, qualora questi ultimi desiderino costituire parte attiva nella Blockchain: non si tratta di un obbligo, bensì di un’opzione che ForLedger offre ai Clienti di grandi dimensioni.

Da ultimo, bisogna notare che almeno una copia del database originale con i certificati rilasciati resta nelle disponibilità dell’Ente di formazione1 , che comunque conserva off-chain la propria banca dati, ossia la base di partenza da cui ha avuto origine la tokenizzazione delle attestazioni.


Approfondimenti/vedi anche: NFT di accessoCompatibilità con Metamask.




1 Per il tramite dei nostri Software ponte, è proprio il database dell’Ente formatore a svolgere la funzione di oracolo per minare gli NFT-certificato.




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